Sezione di Lodi
Presidente: Pierluca Muscolino
Indirizzo: Via Cavour, 3/B - 20078 San Colombano al Lambro (MI)
Telefono: 0371.200313
Presidente, perché ha deciso di creare una sezione locale a Lodi di AIDC? Cosa si aspetta per la sezione e i suoi associati?
Ho deciso di creare una sezione locale a Lodi a ragion veduta, dal momento che conosco l'attività e i progetti di AIDC Milano sin dal lontano 1999, quando ancora ero un praticante. Dal momento in cui AIDC ha deciso di crescere e abbracciare un progetto di espansione nazionale, è stato per me naturale, operando in provincia, aprire una sezione locale qui a Lodi.
Quali sono secondo lei, Presidente, le attività che l’Associazione dovrebbe sviluppare e promuovere per consolidare ulteriormente il ruolo di voi professionisti e garantirne la rappresentanza?
Mi aspetto che AIDC ponga al primo posto tra i suoi obiettivi quello della rappresentanza sindacale della categoria. Lo scenario più importante su questo fronte è senz'altro il progetto di fusione della nostra cassa previdenziale con quella dei Ragionieri, una controversia dove AIDC dovrà farsi carico delle istanze di noi commercialisti. Inoltre, AIDC dovrà essere sempre più attiva a livello istituzionale, continuando ad esempio l’ottimo lavoro svolto dalla Commissione norme di comportamento e dalla Commissione Incompatibilità Comunitaria delle norme e prassi italiane, per denunciare alle autorità competenti l'incompatibilità di alcune norme italiane con le direttive europee. Ultimo ma non meno importante, le attività di formazione e aggiornamento continuo per l'esercizio della professione.
Veniamo all’attualità. Come ben saprà, sono in atto diversi progetti di riforma del fisco spesso riassunti sotto l'etichetta di federalismo fiscale. Secondo lei, Presidente, sono una minaccia o un’opportunità per il nostro sistema Paese?
Queste riforme possono essere viste sotto diversi aspetti. Da una parte, tecnicamente non c'è dubbio che porteranno a una migliore gestione del sistema. Penso soprattutto alla cedolare secca sugli affitti riscossa dai Comuni, gli enti territoriali che più conoscono le dinamiche locali e che meglio possono monitorare il territorio, scoraggiando l'evasione e l'elusione. Bisognerà però verificare l'applicazione a regime del federalismo fiscale, al di là degli annunci. Solo allora potremo verificare se ci sarà stato un reale miglioramento della gestione tributaria.
A proposito di evasione, la cronaca propone quotidianamente la questione della legalità fiscale. Quali sono le linee guida dell'Associazione per far riemergere il sommerso?
La posizione dell'Associazione è chiara e condanna senza remore gli episodi di evasione fiscale. In più, recentemente ci siamo schierati apertamente contro una serie di campagne che additavano la figura dei commercialisti come favoreggiatori dell'evasione fiscale. Non è così. Anzi, noi commercialisti siamo ogni giorno chiamati ad assolvere adempimenti che prima erano deputati ad altri istituti, svolgendo di fatto un’attività di supporto per l’Agenzia delle Entrate. Mi riferisco in particolare agli invii telematici e agli F24.
Più nello specifico, l'Agenzia delle Entrate sta mettendo a punto alcune misure concrete per arginare l'evasione. Tra queste, il cosiddetto "redditometro". Presidente, crede che l'istituzione di questi strumenti possa davvero far recuperare soldi allo Stato?
Anche in questo caso, a mio avviso il redditometro può essere considerato un buon strumento di accertamento. Ma dipende dall'uso che se ne farà a regime. A livello di impresa, può essere un'innovazione interessante, andando a supportare i tanto contestati studi di settore, che basandosi su rilevazioni statistiche non potevano cogliere le peculiarità e la complessità della singola situazione. Il redditometro, al contrario, è uno strumento puntuale che misura le anomalie tra il tenore di vita e le capacità di spesa. Ma attenzione. L'abuso di questo strumento rischia di dover far pagare al contribuente oneri aggiuntivi per contenziosi con gli enti tributari, dal momento che proprio al contribuente spetta l'onere di discolparsi. Ad esempio, potrebbe essere un elemento di criticità l'arco di valutazione del redditometro, ridotto da cinque anni a uno solo. Bisognerà capire come calibrare lo strumento per evitare che un acquisto finisca sotto inchiesta, non tenendo conto dei redditi o delle entrate degli anni precedenti.