Sezione di Napoli
Presidente: Roberto Cerciello
Indirizzo: Via Generale Giordano Orsini, 47 - Napoli
Presidente, perché ha deciso di associarsi ad AIDC, creando una sezione locale a Napoli? Cosa si aspetta per la sezione e i suoi associati?
L'apertura di una sezione locale AIDC a Napoli nasce dalla profonda condivisione degli obiettivi dell'Associazione, in particolare la forte connotazione etica e la formazione continua a livelli di eccellenza. A livello tecnico poi, sono di grande interesse quegli incontri tematici dedicati all'interpretazione delle problematiche più complesse che fanno da scenario alle nostre attività professionali.
Quali sono secondo lei, Presidente, le attività che l’Associazione dovrebbe sviluppare e promuovere per consolidare ulteriormente il ruolo di voi professionisti e garantirne la rappresentanza?
Oltre alla formazione continua e all'aggiornamento professionale, di cui ho già parlato, mi aspetto un potenziamento dei servizi di edicola e di newsletter, che ci avvertono in tempo reale sullo stato dell'arte delle normative. L'aspetto più importante resta comunque quello della rappresentanza sindacale, discutendo gli argomenti più spinosi e complessi a livello locale e nazionale, sintetizzando poi una posizione nazionale condivisa, chiara e forte da far valere presso i nostri interlocutori di riferimento. E' quello che abbiamo fatto ad esempio nelle ultime settimane con l'Agenzia delle Entrate, chiarendo la nostra visione virtuosa nei confronti del fisco, pur non rinunciando agli strumenti leciti che abbiamo a disposizione per alleggerire il carico fiscale dei contribuenti.
A proposito di Agenzia delle Entrate, lei saprà che si stanno mettendo a punto alcune misure concrete per arginare l'evasione. Tra queste, il cosiddetto "redditometro". Presidente, crede che l'istituzione di questi strumenti possa davvero far recuperare soldi allo Stato?
Il fenomeno dell'evasione fiscale in Italia è notevole, e l'Agenzia delle Entrate deve per forza di cose cercare di mettere in atto nuovi strumenti di recupero. E' ancora presto per valutare con completezza tutti i risvolti del redditometro, ma, ancora una volta, il rischio è quello di penalizzare quelle imprese, quei professionisti o quei contribuenti che già sono virtuosi, e di lambire solo marginalmente l'area dei cosiddetti inesistenti, e cioè quelle attività che, pur producendo reddito, sono totalmente sconosciute al fisco.
Lei accennava a episodi di vessazione del contribuente da parte degli enti deputati alla riscossione. Quali sono i suoi suggerimenti per un sistema fiscale più equo e che tuteli il contribuente onesto?
Chiaramente questo è un problema molto complesso, e che non può trovare una soluzione in poche righe. Vorrei invece sottolineare quelle norme di comportamento che il contribuente onesto dovrebbe tenere anche di fronte a un controllo ingiustificato. Mantenere un atteggiamento aperto, trasparente e improntato alla massima collaborazione con l'Agenzia delle Entrate permette infatti l'instaurazione di un rapporto costruttivo e di fiducia reciproca che porta a risolvere le controversie in tempi più rapidi e con modalità meno invasive.