Home
»
Sezione di Sardegna
Sezione di Sardegna
Presidente: Giuseppe Marongiu
Indirizzo: Via dell'Abbazia, 4 - 09129 Cagliari
Telefono: 070.4560865
Presidente, perché ha deciso di associarsi ad AIDC, creando una sezione locale in Sardegna? Cosa si aspetta per la sezione e i suoi associati?
Non solo ho deciso, insieme con un gruppo di colleghi di tutta la Sardegna, di associarmi ad AIDC, ma ho voluto fortemente che la nostra sezione locale partecipasse sin dalla fondazione alla costituzione della Associazione Italiana Dottori Commercialisti.
Provengo da oltre quindici anni di attività sindacale associativa nell'Unione Giovani, come molti dei colleghi che mi affiancano in AIDC Sardegna, ed è stato quindi naturale accogliere con entusiasmo la proposta di Marco Rigamonti di costituire una nuova associazione che, partendo dalla brillante esperienza di ADC Milano, provasse a non disperdere il bagaglio di esperienze maturate in altri ambiti e i nuovi entusiasmi di chi si accosta per la prima volta all'attività sindacale.
Oltre all'aggiornamento professionale continuo, l'attività di un professionista è anche costituita dall'operatività quotidiana. Come può l’adesione ad AIDC migliorare anche questo aspetto?
L'esperienza associativa mi ha convinto che condividere con colleghi che provengono da ogni parte d'Italia i problemi e le esperienze della nostra professione, agevola lo svolgimento della attività quotidiana garantendo la disponibilità di un supporto e un confronto da parte di un'intera rete nazionale di colleghi, con un "data base" di casi e best practice di fatto illimitato. Spesso una telefonata o una mail al collega di riconosciuta esperienza nel settore specifico, risolve qualunque problema e contribuisce alla crescita professionale di ciascuno di noi e, quindi, dell'intera categoria.
Si parla spesso di progetti di riforma della Professione e la revisione degli Ordini. Presidente, qual è la sua posizione su questo tema di fondamentale importanza per i suoi associati?
Ho cominciato quasi dieci anni fa a scrivere i primi articoli per l'Unione Giovani dove rilevavo come la prescrizione costituzionale dell'esame di stato per l'esercizio della professione non fosse eccessiva ma lungimirante e nell'esclusivo interesse della clientela e della fede pubblica. Quando un imprenditore o un semplice contribuente mette piede nello studio di un dottore commercialista confida infatti sul percorso di studi svolto, sull'aggiornamento continuo e sulla vigilanza dell'Ordine sui profili deontologici della professione.
Sottovalutare, o addirittura contrabbandare questi aspetti come limitazioni della concorrenza o della libertà di svolgere attività non protette, è infondato giuridicamente e controproducente per il legislatore, che ha interesse ad avere un corpo di professionisti preparato, capace e affidabile.
Un altro tema a cui la vostra Professione è particolarmente sensibile è senz'altro la giustizia tributaria. Presidente, qual è la sua posizione sulla cosiddetta norma della “concentrazione della riscossione nell’accertamento” contenuta nell’ultima manovra correttiva emanata dal Governo?
Purtroppo viviamo in una fase storico-economica che oppone ad un periodo di totale lassismo fiscale una fase dove la certezza del gettito comprime qualunque certezza del diritto. Questa sorta di "condanna anticipata" si inserisce in questo filone, e le ragioni per le quali la ritengo una norma ingiusta sono le stesse che, paradossalmente, vengono invocate per la sua introduzione: basta infatti verificare la percentuale di soccombenza dell'Erario davanti alle Corti tributarie per capire come il problema sia a monte, nella qualità dell'attività accertatrice, della quale la riscossione inefficiente non è che la conseguenza.