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Sezione di Trani

Presidente: Antonio Soldani
Indirizzo: Via G. Di Vittorio, 122 - Bisceglie (BT)
Telefono: 080.3968090

Presidente, perché ha deciso di associarsi ad AIDC, creando una sezione locale a Trani? Cosa si aspetta per la sezione e i suoi associati?

Fin da giovane sono stato coinvolto nella vita associativa della categoria, promuovendo la sezione di Bari e Trani dell'Unione Giovani, con cui ho avuto già modo di rappresentare la categoria sulle problematiche professionali più spinose. Con il passare del tempo ho ritenuto sempre più importante l'impegno associativo, anche a livello locale, con azioni qualificate nei confronti dei nostri interlocutori di riferimento (enti tributari, giudiziari, ma anche imprese e PA), sia all'interno della categoria con politiche sindacali concrete e volte alla rivendicazione del ruolo del Dottore Commercialista e dei principi di deontologia professionale. Ad oggi, sul territorio di Barletta, Andria e Trani, queste attività sono praticamente nulle. E per questo ho deciso di fondare una sezione locale AIDC nella nostra provincia, per recuperare e rappresentare la voce della categoria nel territorio.

Quali sono secondo lei le attività che l’Associazione dovrebbe sviluppare e promuovere per consolidare ulteriormente il ruolo di voi professionisti e garantirne la rappresentanza?

In questo scenario l’attività dell’associazione dovrebbe essere considerata su due livelli: il livello nazionale e il livello locale.
I principi ispiratori non possono che essere quelli nazionali, già ribaditi nel corso del congresso nazionale di Napoli: etica e responsabilità, unite alla rivendicazione del ruolo di noi dottori commercialisti come figura centrale per il sistema Paese.
A livello locale il focus primario dovrebbe andare verso lo sviluppo ulteriore delle attività di formazione e tutoring, anche mutuando quanto fatto dall'Associazione Nazionale, e verso il consolidamento di un rapporto di proficua collaborazione con gli enti tributari, giudiziari e della Pubblica Amministrazione.

Si parla spesso di progetti di riforma della Professione e la revisione degli Ordini. Presidente, qual è la sua posizione su questo tema di fondamentale importanza per i suoi associati?

L'unificazione degli Albi ha creato una categoria professionale di circa 110.000 iscritti, numero di oltre 6 volte superiore rispetto a un Paese molto vicino al nostro come la Francia. Sicuramente sono troppi, anche rispetto alle opportunità che può dare il nostro Paese. Inoltre, c'è da aggiungere che spesso alla quantità non si coniuga la qualità, con profonde differenze tra le diverse parti del Paese.
Detto questo, ritengo che la difesa corporativa tout court abbia ormai fatto il proprio tempo, e che debba essere sostituita da una tutela associativa di tipo anglosassone.
La riforma delle professioni deve essere affrontata a livello globale, cercando di abolire prerogative ormai anacronistiche (mi riferisco in particolare a notai e avvocati) e che vanno in danno di altre libere professioni, tra cui la nostra.

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