Comunicato Stampa ADC AIDC UNGDCEC - 23 giugno 2026
Commercialisti: Adc, Ungdcec, Aidc: “No a una responsabilità professionale senza limiti”


Commercialisti: Adc, Ungdcec, Aidc: “No a una responsabilità professionale senza limiti” I tre sindacati intervengono sull’ordinanza della Cassazione n. 21061/2026: “No a una supervisione generalizzata sulle scelte autonome dei contribuenti”
ROMA, 23 giugno 2026. ADC – Sindacato nazionale unitario, UNGDCEC e
AIDC esprimono forte preoccupazione per i principi affermati dalla Corte di
Cassazione con l’ordinanza n. 21061/2026, depositata il 21 giugno, che
rischiano di ampliare significativamente il perimetro della responsabilità
professionale del commercialista.
La pronuncia riguarda il caso
di un professionista che aveva gestito autonomamente la propria fatturazione,
adottando una specifica interpretazione dell’articolo 15 del Dpr 633/1972. Dopo
un accertamento fiscale, il contribuente aveva imputato al proprio consulente
le conseguenze economiche derivanti da tale scelta, per oltre 50mila euro.
I giudici di merito avevano invece
escluso la responsabilità del commercialista, rilevando che la diligenza
professionale prevista dall’articolo 1176, secondo comma, del Codice civile non
può tradursi in un’attività investigativa o in un controllo sistematico sulle
scelte compiute autonomamente dal cliente.
Secondo le tre associazioni,
l’impostazione adottata dalla Cassazione rischia invece di attribuire al
commercialista un compito di supervisione generalizzata sull’attività del
contribuente. “Il commercialista non può
essere considerato un baluardo giuridico chiamato a proteggere il contribuente
dalle conseguenze di ogni sua scelta. L’incarico professionale resta
un’obbligazione di mezzi, fondata sul diligente svolgimento delle attività
affidate, e non può trasformarsi in una polizza assicurativa gratuita a beneficio
del cliente”, dichiarano congiuntamente Gianluca Tartaro, presidente di ADC –
Sindacato nazionale unitario, Andrea Biekar, presidente dell’Associazione
Italiana Dottori Commercialisti e Francesco Cataldi, presidente dell’Unione Nazionale
Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
“I professionisti – ribadiscono i presidenti – sono tenuti a svolgere con competenza e diligenza le prestazioni
ricevute, ma non possono essere chiamati a verificare ogni informazione o
operazione prodotta direttamente dal cliente, soprattutto in assenza di
anomalie rilevabili attraverso gli ordinari controlli professionali. Non
intendiamo sottrarre la categoria alle proprie responsabilità; chiediamo però
che siano proporzionate all’incarico ricevuto e alle attività concretamente
svolte. Non è possibile trasferire sul commercialista le conseguenze di dati
inesatti o di decisioni assunte autonomamente dal cliente", aggiungono
Tartato, Cataldi e Biekar che chiedono pertanto “un chiarimento interpretativo che definisca in maniera equilibrata i
confini della responsabilità professionale, distinguendo gli errori
riconducibili all’attività del consulente da quelli derivanti dalle scelte o
dalle informazioni fornite dal cliente. I commercialisti non possono essere
utilizzati come capri espiatori degli errori altrui o come ammortizzatori dei
contenziosi tributari".