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Comunicato Stampa AIDC - 12 agosto 2026

HOLDING STATICHE, LA PIANIFICAZIONE FISCALE NON PUÒ ESSERE CONFUSA CON L’ABUSO


COMUNICATO STAMPA

                                                                                                        

HOLDING STATICHE, AIDC: “LA PIANIFICAZIONE FISCALE NON PUO’ ESSERE CONFUSA CON L’ABUSO”.


L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti interviene sul crescente numero di verifiche fiscali riguardanti le holding di partecipazione e richiama l’attenzione sulla necessità di preservare i principi fondamentali dello Stato di diritto.

Siamo i primi a chiedere rigore contro le strutture artificiali, le interposizioni fittizie e gli utilizzi distorti delle holding. Ma una cosa è contrastare gli abusi, altra è considerare sospetta qualsiasi holding che non distribuisca immediatamente gli utili”, dichiara Andrea Biekar, Presidente nazionale di AIDC.

Secondo l’Associazione, si sta progressivamente affermando un’impostazione interpretativa che rischia di trasformare una scelta imprenditoriale legittima in una presunzione di abuso: “La holding è prevista dal legislatore. Non è una falla del sistema, non è una zona grigia, non è un’anomalia da correggere. È uno strumento espressamente riconosciuto e disciplinato dal legislatore”.

AIDC ricorda, inoltre, che l’Atto di indirizzo del 27 febbraio 2025 adottato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, rappresenta un documento amministrativo e non costituisce una fonte normativa: Se il Parlamento non ha previsto un obbligo di distribuire gli utili entro un certo termine, nessuno può introdurlo per via interpretativa. Un orientamento amministrativo non può trasformarsi in una regola sostanziale che oggi non esiste.

Le holding, sottolinea AIDC, possono rispondere a esigenze economiche concrete: rafforzare il patrimonio familiare, gestire i passaggi generazionali, finanziare investimenti futuri e garantire stabilità ai gruppi societari.

Per l’Associazione, il mero accantonamento di liquidità non può quindi essere assunto, di per sé, come prova di abuso. Se così fosse, si dovrebbe considerare sospetta qualsiasi impresa che investa sul futuro anziché distribuire immediatamente tutti gli utili ai soci.

Per A. Biekar, il punto resta uno soltanto: “L'abuso del diritto va dimostrato, non presunto. L'assenza di sostanza economica va provata, non immaginata. L’onere della prova spetta all’Amministrazione finanziaria e non può essere trasferito al contribuente attraverso automatismi o sospetti generalizzati.”

L’Associazione chiede quindi l’apertura di un confronto istituzionale con il MEF e con l’Agenzia delle Entrate, finalizzato a individuare criteri certi e oggettivi da applicare in prospettiva, garantendo certezza del diritto ed evitando che il concetto di differimento “sine die” diventi suscettibile di generare incertezze applicative e contenzioso.

Contrastare gli abusi è doveroso. Mettere sotto processo intere categorie di contribuenti in assenza di una norma chiara sarebbe, invece, un errore. La certezza del diritto non è un favore ai contribuenti, ma deve essere il fondamento di un sistema fiscale credibile.”

Associazione Italiana Dottori Commercialisti (AIDC)

Quando
Dal 12/08/26 al 12/08/27